Valutazione del rendimento energetico

Direttiva sul rendimento energetico nell'edilizia (EPBD)

Ponendosi l'obiettivo di introdurre un approccio autenticamente integrato, la direttiva sul rendimento energetico nell'edilizia (EPBD) stabilisce quattro requisiti di efficienza energetica per gli edifici:

  1. Un quadro comune generale di una metodologia per il calcolo della prestazione energetica integrata.
  2. L'applicazione di requisiti minimi alla prestazione energetica di edifici di nuova costruzione e di edifici esistenti di grande metratura sottoposti a importanti ristrutturazioni.
  3. Sistemi per la certificazione energetica di edifici esistenti e di nuova costruzione. 
  4. Negli edifici pubblici, l'affissione in posti ben visibili di questa certificazione e di altre informazioni pertinenti. 

Secondo la direttiva, gli attestati di certificazione energetica devono essere messi a disposizione all'atto della costruzione, compravendita o locazione di un edificio. Una rifusione del testo adottata nel 2010 ha ampliato l'ambito di applicazione della direttiva disponendo che tutti gli edifici esistenti sottoposti a importanti ristrutturazioni debbano rispettare determinati criteri di efficienza energetica, a differenza della formulazione originale che imponeva quest'obbligo per i fabbricati con metratura superiore ai 1.000 m². Il nuovo testo prevede inoltre che l'attestato debba basarsi su analisi del ciclo di vita. La rifusione esorta il settore pubblico a svolgere un ruolo esemplare per quanto riguarda gli investimenti nell'efficienza energetica degli edifici, enunciando quanto segue:

“Entro il 2018, tutti gli edifici pubblici di nuova costruzione dovranno essere edifici a energia quasi zero, mentre tutti gli edifici pubblici esistenti di oltre 500 m² devono ottenere ed esibire la relativa certificazione. A partire dal 2015, questo requisito sarà esteso a tutti gli edifici pubblici con superficie superiore ai 250 m². Gli Stati membri devono assicurarsi che tutti gli edifici di nuova costruzione diventino a energia quasi zero entro il 2020.”

Sia la direttiva originaria che la rifusione puntano a superare alcune delle barriere di mercato e delle lacune sul piano dell'efficienza energetica facendo sì che i responsabili decisionali possano accedere alle informazioni e mettendo a disposizione incentivi per migliorare l'efficienza energetica negli edifici nuovi e già esistenti. L'impatto della certificazione trova sostegno in altre legislazioni, e la certificazione contribuisce ad assicurare una più rigorosa osservanza delle disposizioni vincolanti per i nuovi edifici. La rifusione sottolinea in modo specifico come una maggiore efficienza energetica negli edifici ponga le basi per migliori condizioni di vita e per un risparmio economico. Gli ulteriori risparmi resi possibili con la rifusione entro il 2020 saranno una riduzione del 5-6% delle emissioni di CO2 legate al consumo di energia nell'UE.


Attestato di certificazione energetica

Obbligatorio per tutti gli edifici venduti o concessi in locazione ai sensi della direttiva UE sul rendimento energetico nell'edilizia (EPBD), l'attestato di certificazione energetica (EPC) descrive il livello di consumo energetico di un edificio. Per ciascun immobile, meno energia viene consumata, migliore sarà la sua marcatura energetica. La marcatura energetica degli edifici è diventata obbligatoria nel gennaio 2008.

Certificato di prestazione energetica

 

Scopo principale della marcatura energetica è ridurre il consumo di energia degli edifici e limitare gli effetti negativi sull'ambiente. Sono anche altri, comunque, gli effetti positivi prodotti. L'attestato funge da specifica di prodotto per l'edificio. Aiuta i proprietari, gli acquirenti o i futuri inquilini dell'immobile a valutarne l'efficienza energetica e i costi di manutenzione previsti. L'attestato specifica inoltre le azioni che devono essere compiute per migliorare l'efficienza energetica, unitamente al valore dell'immobile.

L'attestato di certificazione assegna all'immobile una classificazione di efficienza energetica che va da A a G, rispettivamente il consumo energetico minimo e massimo. Una classificazione analoga è già in uso da molto tempo in relazione, ad esempio, agli elettrodomestici (ad es. i frigoriferi).

Per i condomini composti da almeno sei appartamenti, l'efficienza energetica viene calcolata sulla base dell'effettivo consumo di energia. Per una casa familiare di nuova costruzione, ad esempio, l'efficienza energetica si calcola sulla base dei consumi.

Per le case familiari esistenti e i condomini con meno di sei appartamenti, l'attestato di certificazione energetica è facoltativo. L'attestato non è richiesto per le seconde case utilizzate per meno di quattro mesi all'anno o per gli edifici con metratura utile inferiore a 50 m2.

Per le case familiari di nuova costruzione, l'attestato di certificazione energetica è incluso nella licenza edilizia. L'attestato di certificazione energetica deve essere presentato ogni volta che un edificio viene ad essere impiegato, venduto o affittato.

L'attestato di certificazione energetica ha una validità compresa tra i quattro e i dieci anni, a seconda della tipologia dell'immobile.


Fare clic qui per leggere la direttiva EPBD »
http://www.epbd-ca.eu/

Fare clic qui per leggere la direttiva ESD »
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2006:114:0064:0085:EN:PDF